A hidden ritual of beauty

Chi conosce Erwin Blumenfeld?

0416dada.4Tra gli amanti e studiosi della fotografia, questo nome apparirà ovvio e scontato.
Se fate una rapida ricerca con google, scoprirete facilmente qualunque dato su di lui, per lo più in lingua inglese.
Durante la mia trasferta a Tokyo, sono andata a vedere il “Tokyo metropolitan museum of Photography”. Se vi capita di trovarvi in Giappone, fateci un salto, merita la visita (anche per lo store, ricco di libri inediti in Italia ed oggetti sul mondo fotografico che desiderete possedere).
Qui ho potuto conoscere, con una personale Erwin.
Ciò che più mi ha colpito della sua personalità, è stato certamente la sua capacità di sperimentare, sempre, quella vena di curiosità che lo spingeva a non conformarsi agli standard che erano approvati dalla società, ma cercando di esprimere sè stesso e il suo estro, che è stata la sua chiave di volta per riuscire ad emergere rispetto a tutti gli altri fotografi dell’epoca.

Direi che il video può introdurre al meglio la figura di questo artista.

Erwin Blumenfeld - New York, 1949In 15 anni Erwin ha inventato la fotografia di moda. E’ entrato nel mondo delle riviste di moda. quando il fashion era ancora visto come illustrazione. Ovviamente non è stato sempre rose e fiori.
Il suo percorso inizia nel 1935, quando diserta la chiamata alle armi per la prima guerra mondiale. Si rifugia ad Amsterdam. Nella sua biografia scrive che tutti gli sconsigliavano di fare il fotografo, ma una pubblicazione per Arts et Mètiers Graphiques a Parigi, gli lancia il segnale, che è meglio cambiare aria.

Il primo anno fu il più duro: aveva moglie e tre bambini piccoli a cui badare. Il mondo della fotografia fashion era un circolo ristretto e chiuso, ma, all’età di 42 anni, firma il suo contratto con Harper’s Bazaar.

 

Poi scoppiò la guerra.

Se vi è venuta anche solo una piccola di curiosità di sapere ciò che avvenne dopo, consiglio la biografia (purtroppo in inglese), Eye to I: the autobiography of a photographer.

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Non so, ma leggendo un po’ le sue vicissitudini, trasportandola ai giorni nostri…mmm…ci sono diversi momenti, molto simili a ciò che stiamo vivendo, chiusura del mercato, circoli chiusi… ad esempio, giusto per citare qualcosa che ho sentito da vicino, mi è stato detto che le assistenti donna in Italia, non sono molto considerate. Nel senso che il loro ruolo è, prevalentemente, scaricare schede di memoria (se ci fosse qualche assistente fotografa che mi smentisca questa diceria, ne sarei grata), almeno che una non sia un “panzer” della corazzata russa, che sappia spostare qualunque cosa.
Oppure, quanti di voi si sono sentiti dire:” No, lascia perdere, non c’è più lavoro in questo campo! Cambia mestiere”.
Quel genere di frasi che ti fanno cadere le braccia. Ah, l’Italia. Un tempo eri il centro dell’Arte, ti invidiavano tutti…ora siamo al penultimo posto per i finanziamenti alla cultura…non divaghiamo.

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Trovo che Erwin (lo chiamo per nome perchè mi sento affine a lui), sia incredibilmente moderno nelle sue scelte. Ad esempio, l’immagine qui a fianco, potrebbe benissimo essere la copertina del prossimo cd di Lady Gaga (ora perderò lettori per questo paragone ardito).
Una capacità, anche di rinnovarsi, e di cercare sempre il mezzo/metodo migliore per esprimere ciò che voleva rappresentare.
Credo ci sia molta da imparare da un fotografo come lui, e che dovrebbe trovare maggiore spazio quando si studia la fotografia di moda e la storia della fotografia (anche se sono vissuti e vivono così tanti talenti, che il tempo non è mai abbastanza).
Chissà, se un giorno, questa personale troverà spazio anche in uno dei nostri musei. Sarà un po’ come un deja vu, incontrare un vecchio amico, che non si è mai conosciuto.
Ripasserei volentieri il mio tempo, dedicando 3 secondi della mia esistenza allo studio ed alla visione di questo grande artista.


			
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